Pillole di Bioenergetica 31/08/2014

Il mio sguardo è nitido come un girasole.
Ho l’abitudine di camminare per le strade
guardando a destra e a sinistra
e talvolta guardando dietro di me…
E ciò che vedo a ogni momento
è ciò che non avevo mai visto prima,
e so accorgermene molto bene.
So avere lo stupore essenziale
che avrebbe un bambino se, nel nascere,
si accorgesse che è nato davvero…
Mi sento nascere a ogni momento
per l’eterna novità del Mondo…

Credo al mondo come a una margherita,
perché lo vedo. Ma non penso ad esso,
perché pensare è non capire…
Il Mondo non si è fatto perché noi pensiamo a lui,
(pensare è un’infermità degli occhi)
ma per guardarlo ed essere in armonia con esso…

Io non ho filosofia: ho sensi.
Se parlo della Natura, non è perché sappia ciò che è,
ma perché l’amo, e l’amo per questo
perché chi ama non sa mai quello che ama,
né sa perché ama, né cosa sia amare…

Amare è l’eterna innocenza,
e l’unica innocenza è non pensare.

 Fernando Pessoa
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Immagine su: justeunedeplus.tumblr.com

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Pillole di Bioenergetica 30/08/2014

Per la verità, io non ti amo coi miei occhi,
perché essi vedono in te un mucchio di difetti;
ma è il mio cuore che ama quel che loro disprezzano
e, apparenze a parte, ne gode alla follia.
Né i miei orecchi delizia il timbro della tua voce,
né la mia sensibilità è incline a vili toccamenti,
né il mio gusto e l’olfatto bramano l’invito
al banchetto dei sensi con te soltanto.
Ma né i miei cinque spiriti, né i miei cinque sensi
possono dissuadere questo mio sciocco cuore dal tuo servizio,
avendo ormai perso ogni sembianza umana,
ridotto a schiavo e misero vassallo del tuo superbo cuore.
Solo in questo io considero la mia peste un bene:
che chi mi fa peccare, m’infligge pure la penitenza.
William Shakespeare

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Pillole di Bioenergetica 29/08/2014

“E anche voi foste in qualche prigione , le cui mura non lasciassero giungere ai tuoi sensi alcun rumore del mondo – non avreste allora ancora la vostra infanzia, quel bene prezioso, regale, quel forziere che sono le vostre memorie.”

Rainer Maria Rike

Un po’ sulla scia di Proust ne “A la recherche du temp perdu”, si suggerisce come, persino in assenza di qualsivoglia stimolazione esterna, persino rinchiusi in una prigione (concreta o emotiva) ed in condizioni di deprivazione sensoriale, la via di fuga possibile è comunque alla nostra portata, se utilizziamo il ricordo di ciò che la nostra persona, la nostra corporeità ha saputo esperire in un periodo così delicato e significativo com’è l’infanzia. Il richiamare alla memoria quelle sensazioni può divenire come un ‘balsamo’ che lenisce le pene ed i momenti più cupi in cui possiamo venire a trovarci, fino a divenire un prezioso scrigno che in sé racchiude la memoria di ciò che profondamente siamo.

STAY GROUNDED

Immagine: "See no evil, hear no evil, speak no evil" - Ye Tun

Immagine: “See no evil, hear no evil, speak no evil” – Ye Tun

Immagine: "A Gentle Eye" - Édouard Boubat

Immagine: “A Gentle Eye” – Édouard Boubat

Pillole di Bioenergetica 28/08/2014

                            “Dovremmo chiamarli filtri, non organi di senso. Precisando che si tratta di filtri in qualche modo attivi, dato che lavorano in compagnia del cervello e che il sistema sensi-cervello è anche un buon cacciatore di informazioni.”

Enrico Bellone

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Pillole di Bioenergetica 20/08/2014

“Perché il viaggio ritorni a essere un’esperienza autentica e unica, è necessario passare attraverso il proprio corpo, ascoltarne i messaggi, decifrarne i cambiamenti, imparare ad esporlo alle sollecitazioni che provengono dall’esterno senza averne paura. E allora riscopriamo i sensi e la corporeità; il piacere di sudare, di rabbrividire, di rimanere abbagliati dal sole o di sentire la sabbia sulla pelle, o lo sgomento di ascoltare l’urlo assordante delle cascate Vittoria.”

Marco Aime

Immagine: "Five Senses" Kikimora magazine photo: Przemek Dzienis props: Natalia Mleczak

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Pillole di Bioenergetica 09/08/2014

“La paura mina la nostra possibilità di amare. Non è una paura su basi razionali. Ha significato solo nei termini delle nostre esperienze infantili.”

– Alexander Lowen –

… non solo, talvolta la paura è talmente profonda e radicata dentro di noi ed ha origini talmente lontane nel tempo… che noi stessi non abbiamo accesso alla cosapevolezza stessa, della paura che ci congela il cuore, limita la nostra capacità di amare e relazionarci, di creare legami realmente arricchenti e significativi.
Cerchiamo dentro di noi le radici di questa anestesia affettiva, proviamo a respiraci dentro, ad accoglierla con amorevolezza… il solo fatto di poter conoscere meglio le nostre paure…è possibile che ci apra una strada, proprio dove c’erano solo detriti a sbarrarci il sentiero verso la nostra libertà.

Immagine su: kitty0kat0kuddles.tumblr

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Immagine su: tumblr.com

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