Pillole di Bioenergetica 29/08/2014

“E anche voi foste in qualche prigione , le cui mura non lasciassero giungere ai tuoi sensi alcun rumore del mondo – non avreste allora ancora la vostra infanzia, quel bene prezioso, regale, quel forziere che sono le vostre memorie.”

Rainer Maria Rike

Un po’ sulla scia di Proust ne “A la recherche du temp perdu”, si suggerisce come, persino in assenza di qualsivoglia stimolazione esterna, persino rinchiusi in una prigione (concreta o emotiva) ed in condizioni di deprivazione sensoriale, la via di fuga possibile è comunque alla nostra portata, se utilizziamo il ricordo di ciò che la nostra persona, la nostra corporeità ha saputo esperire in un periodo così delicato e significativo com’è l’infanzia. Il richiamare alla memoria quelle sensazioni può divenire come un ‘balsamo’ che lenisce le pene ed i momenti più cupi in cui possiamo venire a trovarci, fino a divenire un prezioso scrigno che in sé racchiude la memoria di ciò che profondamente siamo.

STAY GROUNDED

Immagine: "See no evil, hear no evil, speak no evil" - Ye Tun

Immagine: “See no evil, hear no evil, speak no evil” – Ye Tun

Immagine: "A Gentle Eye" - Édouard Boubat

Immagine: “A Gentle Eye” – Édouard Boubat

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