Pillole di Bioenergetica 29/10/2015

Il desiderio… è un dono prezioso.

Scott Baum 25/10/2015

Queste parole, estrapolate da un contesto di ben più ampio respiro e… solo apparentemente semplici, in realtà vogliono cogliere un crocevia molto significativo ed a mio avviso mai banale. Il focus verte dunque su due punti essenziali dell’incontro con l’altro e ne coglie un impasto che vuol porgere attenzione ed emozione ad entrambe le parti coinvolte in esso.Soffermarsi a sentire nel corpo, quanto l’essere desiderati da qualcuno sia un grande dono che riceviamo… e quanto sia importante esserne consapevoli per onorarne la pienezza e la bellezza che tale desiderio rivolto verso di noi, apporta nella nostra esperienza… ciò per far sì che l’essere oggetto di questo vissuto, non rischi piuttosto di inaridirci portandoci poi a svalutare o magari a dare l’altro per scontato… sporcando e svilendo il senso stesso di quel desiderio.

D’altra parte è un invito a cogliere in noi stessi la bellezza intrinseca del nostro desiderare l’altro… a non dare noi stessi per scontate la bellezza e la vitalità di ciò che siamo in grado di sperimentare e sentire… ciò, per far sì che non sia mai un aprirsi privo di valore, perché noi stessi siamo i primi a dargliene. Perché mi domando… siamo tutti informati del fatto che ciò che di bello abbiamo da offrire all’altro… ha un valore ed è prezioso e sarebbe un bene che noi per primi ce ne persuadessimo? 🙂

STAY GROUNDED

Immagine: Fabio Magnasciutti

Immagine: Fabio Magnasciutti

Immagine: Massimo Cavezzali

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Pillole di Bioenergetica 26/10/2015

Nella nostra cultura, si parla del corpo, come fosse un oggetto. Su di esso proiettiamo ogni genere di attributo negativo… troppo di questo, poco di quello… il corpo diviene il nostro persecutore… finendo quindi col non essere più possibile identificarsi con esso.

Ecco quindi che, per la maggior parte dei nostri pazienti (e per noi stessi ovviamente) è fondamentale facilitare il rapporto con proprio corpo.

Scott Baum – Workshop in Rome –  25/10/2015

Immagine: Scott Baum

Immagine: Scott Baum

Pillole di Bioenergetica 25/10/2015

“Take a breath…” quando lo diciamo da analisti bioenergetici, stiamo invitando i nostri pazienti a respirare, prendere del tempo e focalizzare la loro attenzione sul corpo e sull’effetto che il respiro ha sul proprio corpo.

Ma l’atto di rifocalizzare il nostro processo, non sottende necessariamente l’intenzione di farci sentire meglio… ma solamente di sentire di più e… ciò implica essere maggiormente nella realtà… o magari scoprire che non lo si è affatto!!!

Scott Baum – Workshop in Rome – 25/10/2015

Immagine: Scott Baum Workshop 25/11/2015 Roma

Immagine: Scott Baum Workshop 25/11/2015 Roma

Pillole di Bioenergetica 20/10/2015

Riflettevo oggi su come, in alcune circostanze le relazioni affettive in età adulta, assomiglino alle rappresentazioni giocose di quando si era piccoli, ossia in una modalità ‘come se’… che talvolta può nascondere delle insidie.

Se andiamo a ripescare nella memoria, chi più chi meno avrà avuto modo di giocare a “Facciamo finta che sei la mia fidanzata” oppure “Facciamo che tu sei mio marito…” 🙂
Da adulti, capita di fare esperienza di relazioni in cui entrambi stabiliscono degli assunti di base come punto di partenza per condividere qualcosa di bello… le regole del gioco per far sì che questo sia piacevole per entrambi… indipendentemente dalla sua reale durata o permanenza nel mondo del tangibile e concreto.

Quindi mi domandavo… sappiamo quali sono gli assunti di base alle radici dei nostri legami? Quelli espliciti, quelli impliciti… quelli che sappiamo solo noi e che speriamo l’altro saprà cogliere magicamente, risolvendo i nostri conflitti interiori.
Ma soprattutto, siamo consapevoli del bagaglio di impliciti taciuti anche a noi stessi, nell’andare incontro all’altro?!!!

Molti meccanismi inconsci, divenuti automatismi relazionali, sono il nostro modus operandi… ossia un biglietto da visita con cui ci affacciamo nella relazione affettiva. Ed il fatto di non esserne completamente consapevoli rischia, a volte, di trasformarli da ludici… in detriti che inquinano la qualità del nostro legame, facendolo diventare sede di illusioni infrante, di pesanti aspettative immaginifiche, secondo una modalità ‘come se’ che reitera una ferita piuttosto che rimarginarla e nutrirla.

Proviamo a respirare a fondo, sentiamo i nostri piedi… ascoltiamo la nostra verità dimenticata.

STAY GROUNDED ♥

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Immagine: Scultura di Vigeland - ad Oslo

Immagine: Scultura di Vigeland – ad Oslo

Immanine: Sarah Andersen

Immanine: Sarah Andersen

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Pillole di Bioenergetica 18/10/2015

Più si affondano le radici dentro di noi, più i rami si protendono e si espandono…

Approfondire la conoscenza di sé, della propria storia familiare, del proprio percorso di vita e del proprio sé corporeo è la base sicura dalla quale traggono spunto le nostre nuove gemmazioni spontanee… ciò che ci consente di espanderci e vibrare di vitalità in piena armonia con ciò che ci circonda, un microclima intessuto di relazioni, scambi, apprendimento, errori, presunti errori e direzioni da intraprendere.

Respiriamo dentro queste possibilità.

Ascoltiamo il nostro corpo, che è la nostra memoria, la nostra storia nascosta, spesso dimenticata.

Ascoltiamo come dialoga con noi, cosa intende comunicarci senza diamogli ascolto e cerchiamo di non zittirlo,  (… nei tanti modi che sappiamo: assunzione sconsiderata di farmaci, antidolorifici, esposizione prolungata e protratta al pc o tv etc…) tacciandolo implicitamente come impostore o scomodo ‘grillo parlante’.

Ascoltiamo la nostra postura, sentiamo i piedi, le gambe, il bacino, la colonna, le spalle, le braccia il collo, la testa… affiniamo la nostra sensibilità concentrando il nostro respiro sulla qualità delle tensioni che riusciamo a cogliere, senza cercare spiegazioni, senza etichettarci o giudicarci…solamente prendendone nota.

Accompagniamo i nostri gesti quotidiani con consapevolezza ed amorevole compassione.

STAY GROUNDED ♥

Immagine: Rebecca Rebouché

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Immagine: Rebecca Rebouché

Immagine: Rebecca Rebouché

Pillole di Bioenergetica 15/10/2015

Tratto da Vita con Lloyd:

“Sir, è convinto di voler lasciare aperte tutte quelle possibilità?”
“Certamente Lloyd”
“Come desidera. Tuttavia mi permetto di sconsigliarle di tenerle aperte a lungo”
“Perché, Lloyd?”
“C’è il rischio di creare una corrente di indecisione che può far chiudere bruscamente porte e portoni che si è tanto faticato a spalancare, sir”
“Hai qualche suggerimento sulla possibilità da lasciare aperta, Lloyd?”
“Direi quella che affaccia sui suoi desideri, sir”
“Grazie Lloyd”
“Prego sir”

Ecco… difficile, ma più che mai opportuno per non perdere la bussola di sé!!!

Scoprire i propri bisogni profondi, radicarcisi il più possibile per non correre il rischio di farsi spazzare via dal vento dei bisogni altrui… dalle correnti dei nostri sensi di colpa, delle nostre paure… cercando di non cedere terreno e di non modulare le proprie necessità sulla base di quelle altrui, rosicchiando parti vitali del nostro sé, rinunciando sempre di più a noi stessi.
Talvolta ciò può accadere in maniera insidiosa, apparentemente innocua… attraverso la lusinga di quelle parti di noi un po’ più maltrattate… solleticando quella quota di narcisismo che tutti noi abbiamo… ma se prestiamo attenzione al nostro respiro, a quella strisciante sensazione di sforzo e fatica che dobbiamo fare per assimilarci, aderire e poi… scomparire… potremmo riuscire a rimanere fedeli a ciò che sentiamo, ai nostri sentimenti, alle nostre emozioni viscerali.
La mimesi affettiva, sebbene inizialmente garantisca la sopravvivenza… alla lunga risucchia energie vitali… ma soprattutto ci priva della possibilità di una piena e spontanea vitalità! La rinuncia a sé, in cambio dell’isola che non c’è o di un sentimento “come se”… è sempre un baratto sfavorevole.

STAY GROUNDED ♥ STAY FAITHFUL TO YOURSELF!

Immagine: Francesca Woodman

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