Pillole di Bioenergetica 08/11/2015

Dalla piccola ghianda, nasce la grande quercia…
Questo post, che nasce con l’intento di poter condividere l’importanza del lavoro teorico-pratico svolto da Ben Shapiro (Workshop 08/11/2015 – Roma)… si imbatte nella difficoltà stessa di sintesi, nel momento in cui mi trovo a cercare di estrapolare la sua esperienza, dall’esperienza stessa. Quindi con tali limiti, cercherò di seminare solo piccoli spunti di riflessione…
Il lavoro proposto si proponeva di mettere a fuoco la propria ‘Forza Vitale’ e cercare di sentire nel corpo, dove questa vada a finire, quali percorsi o derive prenda… come noi stessi siamo in grado di scipparcela e come potremmo piuttosto utilizzarla al meglio e metterla al nostro servizio. Non entrerò qui nello specifico del suo pregevole e profondissimo studio sui ‘Diavoli’, tenendo bene a mente che con tale termine, Shapiro fa riferimento non al ‘Diavolo’ di etimologia cattolica, bensì al ‘Dibuk‘ ebraico un alleato nonché un provocatore del mistico, in grado di sostenerlo nel tirar fuori tutta la sua energia interiore, che altrimenti rischierebbe di implodere. Ben sostiene infatti che per evitare che tale energia diventi negatività e ci avveleni l’esistenza privandoci della nostra forza vitale, sia necessario e fondamentale che questi ‘Diavoli vengano onorarti ed energizzati… e ciò è possibile soprattutto allenandoci con costanza e determinazione a ‘caricare e contenere’ la nostra forza ed energia, poiché “definendo i nostri confini rafforziamo il nostro adulto”, evitando dunque che queste risorse energetiche magari si perdano per strada o magari esplodano deflagrando senza alcun controllo da parte nostra… dico io, un pò come se una carrozza partisse all’impazzata trainata da cavalli che hanno disarcionato il cocchiere, per intenderci.
Per rendere le sue teorizzazioni più efficaci, tangibili e… ludiche, ci porta l’esempio di Stanlio e Ollio, che rispettivamente rappresentano ed incarnano i nostri aspetti remissivi (debole-impotente) e dominanti (controllante-dominante)… ed entrambi sganciati dal dato di realtà, contitiscono infatti due facce della stessa medaglia, ossia del nostro falso-sé… strumento di sopravvivenza elitario per l’incolumità del nostro bambino ferito. Tra queste due polarità estreme, in cui chi più, chi meno si è trovato ad oscillare e sguazzare… campeggia ‘l’Adulto’ meta di un percorso sempre vivo dentro di noi ed a cui tendere realisticamente, con umiltà e giocosità.
Grazie Ben ♥
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