Pillole di Bioenergetica 08/12/2015

“La differenziazione implica l’abilità di restare ciò che voi siete mentre state vicini alle persone importanti per voi. ‘Divento me stesso, allontanandomi da te’ non è differenziazione perché la persona è incapace di scegliere di avvicinarsi. C’è una differenza tra scegliere la distanza e reagire ad essa. (…) Quando abbiamo una scarsa differenziazione, la nostra identità è costruita su ciò che viene chiamato ‘senso del Sé riflesso’. Abbiamo bisogno di un contatto continuo, di conferma e di consenso (o disaccordo) da parte degli altri. Questo ci lascia incapaci di mantenere un chiaro senso di chi siamo in circostanze mutevoli o incerte. Sviluppiamo un’identità contingente basata su un ‘Sé-in-relazione’ (…) Il Sè differenziato, è solido, ma permeabile (…) La differenziazione non comprende una mancanza di sentimenti o di emozioni, [tale] autodeterminazione non implica egoismo”. 〈D. Schnarch〉

Talvolta le nostre pregresse esperienze affettive e di relazione, possono aver lasciato in noi e nel nostro corpo profonde paure… di essere invasi o magari per contro di essere abbandonati… e dunque spingerci a ‘controreagire’ a questi stati emotivi combattendo sostanzialmente una guerra fredda contro noi stessi…
Una chiave possibile per non sentirsi come un aquilone scosso dal vento dell’altro nel nostro quotidiano, potrebbe essere quella di prendersi del tempo e respiro, per porsi in ascolto dei nostri stati interni, quegli scricchiolii dell’anima corporea che ogni tanto lanciano dei segnali che potremmo allenarci a cogliere. Un ascolto che abbia come presupposto una disposizione ad accogliere i messaggi sottesi che ci giungono dalle nostre viscere. Accoglierli senza giudicarli, comprenderne la storia che vogliono raccontarci… ma non per imbozzolarsi sempre più in una visione vittimistica del nostro passato, facendoci sprofondare nell’impotenza di un tempo oramai trascorso ed immodificabile… quanto piuttosto per fornirne una lettura nel qui ed ora del nostro vissuto presente… rischiarata dal bagliore degli strumenti che oggi abbiamo.
Stare, radicarsi nel proprio corpo, sentirne i confini… che passano per la pelle, prenderne sempre più consapevolezza, consentendoci di non conFONDERCI, di non impastarci nell’altro perdendo ogni cognizione di Sé stessi, ponendo dunque le premesse per iniziare ad andare incontro all’altro senza temere di esserene allagati o di fagocitarlo.
STAY GROUNDED ♥
Immagine: Chiara Bautista

Immagine: Chiara Bautista

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