Lettera aperta all’amore che posso…

Per la stessa ragione dell’amore verso noi stessi… amare.

Ero tornata da te per riprendermi un pezzetto di me che inavvertitamente avevo dimenticato. Nel farlo non vorrei aver smarrito altri pezzetti di me qua e là. Sono un pò distratta ultimamente. Ma non amo lasciare in disordine, soprattutto essere fonte di disordine… interiore, perlopiù il mio.

Dunque che si diceva!? Ah sì… che non si può scegliere chi amare, né a chi volere bene… per questa stessa ragione, non si può inscatolare nel più becero raziocinio e ridurre al silenzio un sentimento. Non si può forzarlo, estorcerlo o indurlo. Ma con l’amore si possono fare tante altre cose… quelle belle, che allargano i polmoni, commuovono, sorprendono, risvegliano.

Per questo, e giuro è davvero un accidente che io mi ritrovi a scrivere dell’amore in questa data che nulla ha a che fare con l’amore per quanto ci si sforzi, dicevo… per questo, all’amore credo di voler lasciare sempre la possibilità di germogliare, dargli uno spiraglio per far entrare quella brezza sottile e vigorosa a solleticare il cuore e l’animo. Ecco perché sto valutando seriamente la possibilità di lasciare da parte la paura che talvolta mi ha sbarrato la strada e limitato il campo visivo… per vedere che succede se do un pò di fiducia in più allo schiudersi del mio cuore, alla mia capacità di amare e lasciarmi amare.

L’altro c’entra poco o niente a mio modo di vedere in tutto ciò. Non perché l’altro non debba essere visto, al contrario! Ma semplicemente perché l’altro non può essere REALMENTE visto, se prima non ci prendiamo cura di noi stessi… allora sì che non lo graveremo di tutte le nostre insaziabili attese, le speranze disilluse, zavorrandolo con i nostri incolmabili vuoti. Così so che potrò andare incontro all’altro, per stargli affianco ed averlo al fianco in quanto amabile tout-court, così com’è… non per altro.

Ma quanto possiamo dire l’affetto, l’amore, l’amicizia, la vicinanza, l’intimità senza avvertire quel brivido che ci percorre la schiena, mentre siamo così esposti e vulnerabili? Quanto possiamo avere il coraggio di stare con quello che c’è ed abbracciare la vita in tutta la sua meravigliosa complessità?! Non credo di avere risposte. Fortunatamente… è e resterà una continua ricerca interiore quella della giusta soglia da cui potersi affacciare a questo sentire così meravigliosamente destabilizzante e così inscindibilmente parte della vita.

Per quanto mi riguarda, la scelta quindi non è un dissennato aprirsi al ‘carpediemismo’ ma è un proteggermi radicandomi nella realtà che annuso, percepisco, assaporo. Con attenzione pressoché chirurgica a ritornare sui miei passi nel momento in cui mi accorgo che mi sto scollando dal mio percetto, raccontandomi storielle che non esistono, dandomi la possibilità di aprirmi e conoscermi attraverso le relazioni amicali, emotive, affettive, intime. Questo sì. Ed ancora, non consentire alle brutte esperienze trascorse, di privarmi della fiducia nei miei sentimenti, nella mia capacità di amare ma soprattutto nella FATICOSAMENTE conquistata CERTEZZA di essere meritevole di amore.

Quando sarà tempo di andare altrove, lo saprò esattamente come una rondine sa che è tempo di ripartire. Fino ad allora, sto con me e con quello che posso.

STAY GROUNDED ♥ TAKE CARE OF YOU!

Immagine: Maxwell Armfield

Immagine: Maxwell Armfield

Immagine: Chiara Bautista

Immagine: Chiara Bautista

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