“Mettere Radici”: Intensivo di CEB

Una mattinata interamente dedicata alla riscoperta delle proprie radici come base della propria energia e carica vitale.

“Avere grounding è un altro modo per dire che una persona ha i piedi per terra (…) Può essere anche usato per significare che una persona sa dove è e perciò sa chi è. Il grounding implica che una persona si ‘lasci scendere’, che abbassi il suo senso di gravità, che si senta più vicina alla terra. Il risultato più immediato è di aumentare il suo senso di sicurezza (…) La direzione discendente è la via al piacere della liberazione o della scarica” ∼ A. Lowen

Le sessioni di lavoro si terranno a Roma (Zona Talenti) sabato 19 Marzo h10/13.30

Per chi fosse interessato a partecipare è richiesto un primo contatto telefonico conoscitivo, nel quale verranno fornite maggiori informazioni. Si consiglia un abbigliamento comodo, l’utilizzo di calzini ed un tappetino da yoga (personale).

Le classi saranno condotte da Andrea Del Signore (Conduttore CEB abilitato S.I.A.B.) e dalla Dott.a Monica Monteriù (Psicologa-Psicoterapeuta, Conduttrice CEB abilitata S.I.A.B.).

Per gli allievi SIAB è prevista la certificazione di ore di Classi di Esercizi Bioenergetici.

Per info: 3395874892

 

 

 

 

Pillole di Bioenergetica 07/03/2016

La capacita di incuriosirsi di sé… è un pò come imparare a corteggiarsi!

La curiosità su noi stessi non credo vada data per scontata anzi, è forse da considerarsi come una disciplina, una pratica di attenzione e cura che richiede anche una buona dose di amore verso sé stessi e come tale, necessita anche di costanza e perseveranza… un pò come accade nel corteggiamento!

 Alle volte questa propensione all’incuriosirsi di sé, si può sviluppare anche attraverso un percorso di psicoterapia… intrapresa magari in un momento di stallo, difficoltà o anche solo per imparare a conoscersi meglio. Anche se, talvolta, il terapeuta può essere visto come colui che con un solo sguardo sarà in grado di leggere la mente del proprio paziente ed indicare le soluzioni… certo ad alcuni potrà apparire magari rassicurante la formula “Dimmi cos’hai e ti dirò chi sei”… ma fortunatamente gli esseri umani sono dotati di una ricchezza e complessità tali da rendere un pò più articolato questo passaggio… sia in termini di tempo, che di impegno personale profuso per sbrogliare queste matasse (su entrambi i fronti ovviamente!). Inoltre un simile pre-concetto a ben vedere può nascondere delle insidie piuttosto scivolose, è infatti probabile che un simile schema, vada a replicare un copione che magari ha condizionato le nostre scelte o magari ha pervaso la nostra stessa esistenza, divenendo una ‘invisibile’ seppur a volte comoda gabbia concettuale attraverso cui ci si affaccia al mondo delle proprie esperienze; quante persone importanti o meno nella nostra vita ci hanno detto chi eravamo, chi avremmo dovuto essere e cosa avremmo dovuto fare per aderire ad un ideale piuttosto che ad un’immagine sempre più scollata e scompaginata dal nostro reale sentire? E perché mai dovremmo continuare a desiderare questo per noi in terapia? Il terapeuta è semplicemente un essere umano con delle conoscenze specifiche sul ‘modo di funzionare della mente‘… può dunque facilitare nel paziente la possibilità di ascoltarsi e sintonizzarsi sulle proprie emozioni, promuovendo la ricerca, la curiosità di saperne di più su di sé, il desiderio di porsi domande senza fornire risposte preordinate… e promuovere la scoperta di alternative possibili e di un nuovo sguardo alle cose.

Ciò premesso, per quanto mi riguarda credo siano utili alcune domande… in particolare, tra le tante che possiamo imparare a porci… in sintesi, quando ci mostriamo agli altri… cosa stiamo svelando? 

  • Cosa ho sempre saputo di me (… ma poi ho scoperto essere poco veritiero)? Qual’è la mitologia da cui emerge la nostra personalità, il nostro temperamento, il nostro carattere… aderisce a quanto sentiamo oggi oppure talvolta è più un racconto frutto di ansie e paure che ci sono state tramandate e che abbiamo accolto perlopiù acriticamente (… forse non avevamo altra scelta o eravamo troppo piccoli per opporre una nostra volontà chiara e definita) e magari oggi non ci appartengono più? 
  • Cosa mi racconto di me (… ma talvolta sono un pò miope o semplicemente pigra/o… e quindi me ne ritorno placidamente al punto uno)? Talvolta non ci accorgiamo di muoverci nel mondo secondo un’idea preordinata di noi stessi (… può andare benissimo così, certo!), ma così facendo lasciamo forse poco spazio alla sorpresa ed al nuovo… coltiviamo piuttosto la capacità di raccogliere nuovi indizi… potremmo scoprirci molto diversi da ciò che per abitudine, abbiamo sempre osservato in un certo modo.
  • Cosa sento essere vero per me in questo momento? (… ed è bene che me lo tenga ben stretto!!!) … e importante fare silenzio attorno a sé e darsi il tempo, tutto quello che serve… per sentire a che punto del percorso siamo… quanto siamo curiosi di sapere cos’altro c’è dopo… alimentando così la nostra ricerca interiore e la nostra crescita emotiva… in un corteggiamento ed un innamoramento che si auspica essere sempre in itinere.

E poi certo… una volta colta questa occasione… sentiamoci liberi di aprirci al confronto, allo scambio, ai tanti modi di essere nel mondo che possiamo incontrare al di fuori del nostro sentire individuale… non potremmo che trarne un arricchimento. 

Infine per seguitare con l’analogia iniziale, una cosa che nel corteggiamento sarebbe bene non mancasse mai, è il dare importanza all’altro, vederlo, riconoscerlo ma soprattutto non dare mai l’altro per scontato… e se pensiamo alla forza ed alla potenza che questo circuito può avere nello stabilire una relazione affettiva importante… proviamo per un attimo a rivolgere questo stesso appassionato ‘conoscere l’altro da sé’, su di noi… sotto forma di amore e cura verso noi stessi: non dimentichiamoci mai di coltivare i nostri sentimenti, proviamo a non darli mai per scontati… lasciamo spazio a dei ragionevoli dubbi, poiché spesso dal dubitare delle nostre granitiche certezze su di noi, dal loro flebile sgretolarsi, si possono aprire dei varchi inaspettati verso il nostro vero sé… dei tunnel che ci porteranno a corteggiarci, conoscerci meglio… e magari ad innamorarci pienamente della nostra meravigliosa unicità… corteggiamoci, invitiamoci ad ‘uscire fuori’ dopo tutto, il rapporto con noi stessi, è il più duraturo di tutti ed è una scelta che possiamo fare ogni giorno!

STAY GROUNDED ♥

Immagine su: Pinterest