Pillole di Bioenergetica 29/12/2016

Del CambiaMENTO e le favole che ci si racconta per arrestarlo

“Quanto dolore ci sono costate, tutte quelle paure che non si sono mai realizzate…”

Thomas Jefferson

Stasera assieme ad un caro amico riflettevo su che trappola mortifera sia, l’immobilità che scaturisce dalle proprie antiche (ed all’epoca più che legittime) paure…

Talvolta le iper-alimentiamo e le nutriamo delle nostre più catastrofiche aspettative, impiattandole con un ricco contorno di illusioni maligne, volte a scoraggiare ogni movimento dissimile e diverso da ciò che è sempre stato identico a sé stesso e, paradossalmente, quasi rassicurante seppur, almeno in parte, nocivo. Spesso infatti si rimane impantanati nel lamento stagnante, sguardo fisso su scenari ridondanti, sperimentando l’impotenza asfittica del vicolo cieco… più immaginifica che reale.

Dunque meglio il male noto che il bene ignoto? Un cambiamento, una svolta, un giro di boa in età adulta possono spaventare indicibilmente, ma oggi, nel presente che viviamo… potrebbero essere forse più in linea con le pieghe della propria crescita personale, arricchirci, renderci più simili a noi stessi. Il punto è che non si arriverà mai a scoprirlo  veramente, se non ci si pone nella disposizione d’animo, di correre il rischio di cambiare la prospettiva da cui si osserva il volto di quelle  stesse paure che ci ostacolano.

Eh sì… perché quelle paure talvolta le osserviamo a naso all’insù, come un bimbo piccino guarderebbe impotente un mostro gigantesco. E diamo loro credito… con la stessa ingenuità che avrebbe un bambino manipolato e raggirato. Ma a ben vedere oggi le cose forse, non stanno più proprio così come inconsciamente ce le raccontiamo… o abbiamo avuto bisogno di crederle così… per motivazioni oramai deteriorate, per preservare equilibri oramai logori.

Ostacolare il cambiamento è qualcosa che si oppone alla vita, la rende simulacro di sé stessa. E quindi mi chiedo se non sia meglio, arrivati per l’ennesima volta davanti ad un bivio tra ciò che è stato e ciò che potrebbe essere… abitare finalmente quelle paure, cimentarsi in questo incontro prendendole per mano e rendendole reali, correndo il rischio di calarle nel ‘qui ed ora‘ delle nostre concrete difficoltà e possibilità, sporcarcisi anche un pò le mani… ma almeno viverle confrontandosi con un presente vivificato, non più opaco, inafferrabile, abitato da fantasmi lontani; un presente dunque più vero e autentico… non più edulcorato e menzognero, non più mostruoso e lusinghiero.

Proviamo ad abitare le nostre paure a dar loro corpo e respiro… radichiamole nella realtà del nostro esserci e stiamo a vedere che succede… chissà che qualcosa di nuovo, non arrivi a sorprenderci positivamente! 🙂

STAY GROUNDED ♥