Pillole di Bioenergetica 18/05/2017

Quanto del nostro implicito corporeo… condiziona e ricade sul nostro esplicito? 

Quanta parte delle nostre scelte, dei nostri comportamenti o anche semplicemente di ciò che ci accade… appartiene ad esperienze al di sotto della soglia della consapevolezza… vissuti incarnati ed imbrigliati nell’inconscio… apparendo magari ai nostri occhi come coincidenza inspiegabile, casualità… o con sorpresa un concatenarsi di situazioni analoghe, magari faticose, conflittuali… simili tra loro e che in definitiva non fanno altro che ostacolare la libera espressione del nostro potenziale, della nostra vitalità… del NOSTRO PIACERE DI ESSERCI.
E quanto invece è possibile riappropriarsi della consonanza tra “mondo interno” e comportamento… sincronizzarle scendendo gradualmente al di sotto degli strati del Sé, ascoltandoci con attenzione, dandosi il tempo di fermarsi in quel sottile limite sottocutaneo che ci racconta di noi…  

STAY GROUNDED

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Pillole di Bioenergetica 09/05/2017

Dal lettino alla dimensione corporea bioenergetica:

… implicito fiorire dell’attenzione al corpo del paziente

Di recente ho avuto l’opportunità di visitare la casa-studio di Sigmund Freud ed Anna Freud, divenuto poi un museo… un luogo che ha accolto il padre della Psicoanalisi nel 1938, oramai anziano e non in buona salute, ma pur sempre molto impegnato ed attivo. Un luogo suggestivo, che mi ha colpito e fatto molto riflettere. Poter vedere a pochi passi da me in particolare il lettino ed il setting psicoanalitico in cui Freud praticava e metteva a punto la psicoanalisi, mi ha fatto pensare al rapporto che egli stesso ha avuto con il concetto di corpo e corporeità proprio nel contesto del setting analitico. Downing ci riferisce infatti di come, ci fu un periodo in cui Freud, praticava dei massaggi ai pazienti sdraiati, mentre saggiava la tecnica delle libere associazioni (procedura pare affatto desueta per i tempi, poichè si soleva suggerire periodi di riposo a pazienti sofferenti di ‘crisi di nervi’ – Downing, “Il corpo e la parola”, Astrolabio, 1995, pg. 327). Mi colpiva in particolare il fatto che, sebbene sia stata una modalità poi abbandonata da Freud, forse per le difficoltà che potevano poi insorgere in tema di trasfert e controtransfert (che da principio più che risorsa per il percorso terapeutico erano percepite come un ostacolo), inizialmente avesse colto nel corpo delle importanti implicazioni nel percorso psicoterapico. Freud elaborò il concetto di ‘controtransfert’ attorno al 1909-1910, valutandolo come uno scomodo ingombro, di cui il setting psicoanalitico doveva liberarsi quanto prima, poiché vissuto come intralcio all’analisi, in quanto espressione di conflitti inconsci irrisolti del terapeuta che venivano proiettati nella terapia ostacolandone il suo proseguire [Taverna A., Transfert e controtransfert, http://www.artiterapie.it/public/upload/transfert.pdf]. In questa fase dunque, il controtransfert veniva inteso come l’insieme delle sensazioni e degli atteggiamenti del terapeuta verso il paziente, mobilitati però dal paziente stesso. Freud dunque, percependo egodistonicamente l’intrusione di movimenti controtransferali, sosteneva infatti, ciò che per oltre tre decenni fu la visione predominante in campo psicoanalitico: “Abbiamo cominciato a considerare il controtransfert come un risultato dell’influenza esercitata dal paziente sui sentimenti inconsci dell’analista, e siamo giunti alla conclusione che il medico deve riconoscere e neutralizzare in sé stesso questo controtransfert[Carotenuto A., Osservazioni su alcuni aspetti del Transfert e Controtransfert, http://www.rivistapsicologianalitica.it/v2/PDF/1-1-1970-Transfert/I-1-1970_cap5.pdf].

Ciò premesso, mi veniva da riflettere su quanto comunque… il mettere il paziente in posizione distesa, sottendesse in maniera implicita, la possibilità per il paziente di accedere ad un campo di intimità sia con sé stesso, che con il terapeuta: di fatto ci si sdraia quando ci si vuole rilassare, quando si è in intimità con qualcuno con cui siamo in relazione o con noi stessi quando dormiamo… ossia quando ci mettiamo in una condizione di “apertura all’abbandono del corpo” e con essa alla possibilità di allentare seppur lievemente le tensioni croniche ed il controllo posturale che una situazione di altro genere, avrebbe potuto implicare… mi è dunque parso un invito gentile ad abbandonarsi ad uno stato regressivo che avrebbe potuto favorire una maggior messa a fuoco di quanto liberamente affiorava dal campo esperienziale del paziente. Sempre Downing (1995, pg. 328) citando una lezione tenuta da Freud ad un gruppo di studenti di medicina, sembra cogliere una sorta di fascinazione per quell’inestricabile integrazione tra mente e corpo alla quale si accostava, per poi allontanarsene:

Né la filosofia speculativa né la psicologia descrittiva o la cosiddetta psicologia sperimentale connessa alla fisiologia degli organi di senso, così come vengono insegnate nelle scuole, sono in grado di dirvi qualcosa di utile sulla relazione tra il corporeo e lo psichico” (1915, pg. 204)

Ho quindi riflettuto su quanta parte del corporeo fosse comunque presente, imprescindibile e fondamentale affinché un processo terapeutico, seppur grandemente mortificato nelle sue essenziali componenti relazionali ed interpersonali, avesse luogo.

Altra cosa che mi colpiva nello studio di Freud era l’ingente mole di reperti archeologici di varia provenienza e fattura… solleticava nella mia mente, come ciò profondamente richiamasse il suo interesse per l’evoluzione dell’umano e come in definitiva egli sia stato di fatto un vero e proprio archeologo della mente… cercando di sondare quel limite sottile quel valico talvolta indicibile, che impasta le dimensioni mente e corpo… cercando un varco verso l’inconscio incarnato del paziente, plasmandone l’individualità e la sua unicità di essere umano.

Infine mi sono imbattuta nel bassorilievo che raffigura la Gradiva ovvero “colei che cammina con grazia” [Si legga “Analisi bioenergetica. In compagnia della Gradiva”di Luisa Parmeggiani] … ritrovarla lì, certo non mi ha stupita, avendo Freud scritto un saggio ispirato ad uno scritto di W. Jensen intitolato “Il delirio e i sogni della Gradiva“… ma mi è sembrato come se tutto di colpo sintetizzasse il senso di un timido cammino che  in sé racchiudesse i primi germogli di un’attenzione, di una attrazione silente per ciò che di implicito il corpo del paziente ed il suo risuonare nel corpo del terapeuta sussurrano ed avevano saputo suscitare nel padre della psicoanalisi… un passaggio che parte dalla possibilità di abbandonare il proprio peso e le tante zavorre che il paziente trascinava all’interno delle sue contratture muscolari croniche o meno, delle somatizzazioni, dei disturbi da conversione… la possibilità dunque di cedere al sostegno del lettino e dunque accedere alla possibilità di farsi sostenere, nell’allentare il respiro, nel sondare l’insondabile nascosto nell’inconscio corporeo… per poi giungere alla funzione che il movimento aggraziato (seppur cristallizzato e possibile attraverso questo racconto scultureo) osa solo suggerire come fosse una promessa… un movimento che diviene corpo vissuto ed esperibile attraverso un cammino intrapreso… l’andare verso sé stessi e l’altro da sé, mantenendo radicamento ed armonia.

Da queste prime istantanee del setting terapeutico, di fatto ad oggi la dimensione corporea ha guadagnato grande rilievo… ce lo diceva Reich e poi Lowen padre dell’Analisi Bioenergetica, ce lo confermano oggi le neuroscienze… molto ancora c’è da conoscere… ma il cammino è cominciato e la curiosità si fa sempre più incarnata! 🙂

STAY GROUNDED ❤

Dal Trauma alla Resilienza attraverso l’Analisi Bioenergetica

Due giornate dedicate all’esplorazione del trauma, dei suoi confini e delle risorse cui è possibile attingere nell’attraversarlo secondo l’ottica privilegiata dell’Analisi Bioenergetica. Il lavoro proposto è esperienziale e non teorico, i partecipanti attraverso esperienze individuali, diadiche o gruppali approfondiranno emozioni, sensazioni e vissuti in un processo di graduale riappropriazione della propria padronanza di Sé e forza vitale.

L’Intensivo si svolgerà nel week-end del 17 e 18 Giugno, con orario h10-13.00/14.30-16.30 (Zona San Giovanni – Roma).

  • Sarà possibile accedere all’Intensivo Esperienziale, previo colloquio conoscitivo gratuito.
  • Per gli allievi SIAB verranno certificate 10h di Terapia Bioenergetica di Gruppo.

~ Dott.a Monica Monteriù ~

Psicologa-Psicoterapeuta in Analisi Bioenergetica, con abilitazione alla conduzione di Classi di Esercizi Bioenergetici (SIAB). Dal 2005 in qualità di Gender-based Violence Expert, mi occupo di tematiche inerenti l’ambito dei maltrattamenti ed abusi. Sempre in quest’ottica dal 2009, presto servizio presso lo Sportello Donna gestito dalla Coop. Soc. Be Free, nell’area emergenziale di Pronto Soccorso, dell’Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini.

Per informazioni ed iscrizioni: 338-6036151

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