LABORATORIO BIOENERGETICO:  “RISCOPRIRE I BISOGNI FONDAMENTALI”

Un ciclo di 5 Classi di Esercizi di Bioenergetica per risvegliare la propria energia, attraversando ed esplorando come i propri bisogni e i diritti fondamentali (di esistere, di avere bisogno, di essere autonomi, di imporsi e di amare) abitano il proprio corpo.

Un’occasione per incontrare la bioenergetica, gestire lo stress riscoprendo sé stessi e radicandosi pienamente nelle sensazioni del proprio corpo.

Le classi intendono infatti aumentare, attraverso esperienze corporee calibrate, la propria mobilità corporea e respiratoria, promuovendo un maggior contatto con sé stessi, le proprie emozioni ed una maggiore consapevolezza di sé. Alleviando infatti le proprie tensioni croniche, sarà possibile riappropriarsi di una piena vitalità ed del proprio benessere emotivo e psico-corporeo.

Le sessioni di lavoro si terranno presso L’Associazione Baraonda a Nettuno (Vicolo Cieco n°11 – prima traversa di V. Romana) a sabati alterni a partire dal 14 Ottobre al 02 Dicembre, dalle h18.00/19.30 [Tutte le date: 14 e 28 Ott,  11 e 18 Nov, 02 Dic].

Si consiglia un abbigliamento comodo, l’utilizzo di calzini e un tappetino da yoga (personale).

Le classi saranno condotte dalla Dr.ssa Monica Monteriù (Psicologa – Psicoterapeuta, Conduttrice Classi di Bioenergetica abilitata S.I.A.B. – Società Italiana di Analisi Bioenergetica).

Per gli allievi S.I.A.B. è prevista la certificazione delle ore di Classi di Esercizi Bioenergetici.

*** Previo contatto telefonico sarà possibile aderire all’iniziativa. Si ricorda infatti che il Laboratorio partirà solo al raggiungimento di un numero minimo di adesioni***

Per info ed iscrizioni: 338-6036151

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Pillole di Bioenergetica 23/09/2017

Quando scivoliamo via da noi…

Capita in taluni periodi della vita di prendere congedo da sé… un procedere strisciante scadenzato dall’agire, raramente interfacciato con sentire… un perdersi in bilico negli interstizi compresi tra un’incombenza ed un’altra, dove il ‘tendere verso’ si riduce solamente ad un distratto proiettarsi verso l’impegno successivo… senza mai esserci veramente, nell’impossibilità intrinseca di godere realmente del momento ‘presente’… come forse ci suggerisce la parola stessa… ossia, come un dono… ma piuttosto rimanendo incardinati in un futuro sempre frustrante, perché inafferrabile per definizione.

Ma poi, quasi casualmente… è anche possibile lasciar accadere il rallentare del respiro e d’intercettare il tesoro nascosto in una pausa di ritorno al proprio sentire, quasi inciampando accidentalmente in un silenzio in cui ascoltarsi, dove mettere in pausa l’inondazione mediatica, la brama compulsiva di contatto ‘messaggistico’ e restare a cullarsi nella propria capacità autoriflessiva, in cui darsi tempo per ossigenare curiosità, pensieri, il proprio mondo interiore e magari chiedersi “Dove sei stata tutto questo tempo? Bentornata!“. 🙂

La spasmodica ricerca di sollecitazioni tanto euforizzanti, quanto vane e vacue… può nasconde una profonda paura di sondare gli abissi della propria coscienza. Riempendo la voragine di truciolato emotivo… come se questa dispersione e l’illusione inconsapevole che le fa da contraltare… che rimanendo ad osservarsi dalla distanza,  sul bordo… a margine del fare contatto con le proprie sensazioni, si possano esorcizzare timori lontani ed incapsulati, talvolta sotto mentite spoglie o magari in incognito… può ammantare di oblio l’esperienza dell’esserci in maniera vitale… e dunque scivolando via da sé, si perde l’opportunità di prendersi cura della propria ‘anima incarnata’.

Darsi del tempo per ‘non fare’ convulsamente, ma semplicemente ‘stare con sé‘ può essere un’esperienza colma di pace e pienezza… in cui dare senso alla propria essenza. D’improvviso si fa silenzio e eccoci lì! Quando capitano simili epifanie, in cui si è tutt’uno con il proprio corpo e con il mondo che abbiamo attorno… lasciare che accada in noi,  creando spaziosità e fluendo ovunque… è l’unica regola da osservare.  ❤

STAY GROUNDED

 

 

Pillole di Bioenergetica 10/09/2017

L’esperienza di essere visti e compresi (sia in senso cognitivo, che tattile) al di là delle parole è una declinazione dell’intimità delicata, profonda e di quella rara bellezza… può essere in grado di commuovere e sciogliere fino all’ultima briciola delle scorie traumatiche, incistate nelle proprie fibre, nei tessuti, nelle giunture… di cui talvolta possiamo essere dimentichi o inconsapevoli. Quando la costellazione metacomunicativa, si allinea in tal senso… l’invito è proprio di accogliere l’emergere dei movimenti corporei impliciti e spontanei, disponendosi con l’animo come se potesse galleggiare a pelo d’acqua… seguendo l’andamento delle vibrazioni come il flusso di un torrente energetico che scorre nel nostro corpo. Ciò può consentire di rilasciare il trauma, allentandone la morsa che blocca la propria libera espressività e la vitalità accessibile al proprio organismo.

STAY GROUNDED ❤